Tagliamento: un fiume, tante storie

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Historical map from 1740 showing the Tagliamento river course
Historical map from 1740 showing the Tagliamento river course

La storia del Tagliamento e quella dei suoi abitanti sono strettamente legate.

Il fiume infatti è sempre stato una grande risorsa in termini di acqua, legname, pesce, ma anche un ostacolo da attraversare. Questo è documentato dai numerosi ponti e passaggi che lo attraversavano, e che venivano spesso costruiti temporaneamente per poi essere danneggiati dalle piene annuali. Spesso poi il fiume si attraversava anche su guadi o utilizzando piccole barche. Ci sono numerose evidenze di questo nelle mappe antiche e nei documenti storici che sono arrivati fino a noi.

Disegno della fortezza di Osoppo del pittore e cartografo Giorgio Monsuro (1656).

Il Tagliamento storicamente è stato anche un elemento strategico di difesa. Sono infatti numerosi i forti e castelli sul suo corso, a partire dal forte di Osoppo, che fin da epoca protostorica è stato luogo strategico di controllo del transito tra nord e sud. Il castello fu oggetto di lunghe contese tra i signori di Osoppo, Gemona e il patriarca di Aquileia, che nel 1328 lo assegnò in feudo di abitanza alla famiglia Savorgnan che ne mantenne il dominio per quattro secoli. Fu anche teatro di gesta eroiche, fra le quali la piú nota è la resistenza italiana nel 1848, conclusasi con la resa agli austriaci. Nel 1945 le fortificazioni del colle di Osoppo (310 m) furono prese erroneamente di mira da un bombardamento aereo alleato per colpire il comando tedesco lí asserragliato. La zona di Pinzano Ragogna poi è ricchissima di storia, che oggi possiamo ripercorrere nei percorsi della grande guerra e osservando i castelli omologhi e l’ossario Germanico.

Ma il fiume poteva anche danneggiare i paesi durante le piene. I paesi di Bugnins, Rosa e Biauzzo, nei comuni di Camino e Codroipo, per esempio, sono stati spostati più lontano dal fiume dopo essere stati distrutti da una piena, e nelle mappe antiche si possono vedere i corrispondenti Rosa vecchia, Bugnins Vecchio, Biauzzo Vecchio che in alcuni casi sono rimasti sulla sponda opposta del fiume. Tutto questo poi è cambiato con la costruzione degli argini alla fine del 1800.

Credits: Eugenio Novajra
Chiesa di Santa Croce, villaggio di Baseglia, Spilimbergo

Per ultimo, il fiume era (ed è ancora) un passaggio per persone e comunità che si spostano dalla montagna alla pianura e viceversa. Anche per questo ci sono moltissime chiese sul Tagliamento, che ospitavano viandanti e pellegrini e spesso sono dedicate a San Cristoforo, patrono dei viaggiatori.

La storia dell’evoluzione del territorio permette di capire perché i paesi si trovano dove sono oggi, e quali sono le dinamiche che hanno determinato il rapporto tra persone e fiume. Basti pensare che le case di gran parte delle comunità rivierasche sono state per secoli costruite con i sassi del fiume. Il Tagliamento è quindi onnipresente nella storia di queste comunità. Therefore, the Tagliamento is omnipresent in the history of these communities.

Credits: Eugenio Novajra
Muro di sasso presso Camino al Tagliamento

Tutte queste informazioni sono documentate in una enorme quantità di mappe, disegni, documenti e immagini raccolte negli archivi e nelle biblioteche, non solo in Italia ma anche all’estero. In futuro sarebbe auspicabile studiare la storia e la geografia di queste aree sulla base di tutta la documentazione storica, cartografica e di immagini disponibile. Solo così potremo capire l’evoluzione del territorio e farne tesoro per le scelte da fare in futuro.

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